Un ultimo addio a Piero Tebaldi, segretario storico dei DS di Trescore Balneario, sotto la cui guida io e molti altri della mia generazione movemmo i primi passi come attivisti di sinistra. Un uomo e un maestro a cui, nonostante le divergenze degli ultimi anni, dovevo e devo molto.
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Petizione di Amnesty (2008) contro l’assassinio dei sindacalisti colombiani
Posted on 2009 under Senza categoria | No Comment12 giu
Riporto la petizione presente sul sito di Amnesty International:
Nel contesto del conflitto armato interno che dura ormai da oltre 40 anni in Colombia e che vede opporsi le forze di sicurezza nazionali e i paramilitari sostenuti dall’esercito contro i gruppi della guerriglia, si colloca un modello sistematico di attacchi contro i sindacalisti impegnati nei contenziosi sul lavoro, nelle campagne contro le privatizzazioni e per i diritti dei lavoratori in alcune aree dove operano le industrie estrattive.
Secondo la Scuola nazionale sindacale, un’Organizzazione non governativa colombiana, nel periodo tra gennaio 1991 e dicembre 2006 in Colombia sono stati uccisi 2245 sindacalisti, 3400 sono stati minacciati e 138 sono stati vittime di sparizioni forzate. Nel 2007 sono stati uccisi 39 sindacalisti. Nei primi tre mesi del 2008, i sindacalisti assassinati sono stati già 17.
L’intimidazione viene usata sotto varie forme: minacce, sorveglianza, uso inappropriato del sistema giudiziario e il fallimento sistematico di portare davanti alla giustizia i responsabili degli abusi. La cronica mancanza di indagini e processi fa salire l’impunità al 90% dei casi e fa della Colombia uno dei posti più pericolosi al mondo per i sindacalisti.
Amnesty ritiene che gli attacchi proseguiranno fino a quando non verranno presi provvedimenti efficaci per porre fine all’impunità di cui godono coloro che uccidono e minacciano i sindacalisti e richiede al governo della Colombia di rispettare gli impegni assunti nel giugno 2006 con la firma dell’Accordo tripartito, unitamente ai sindacati e ai datori di lavoro colombiani.
Palestina libera (discorso del subcomandante Marcos del 4/01/2009)
Posted on 2009 under Senza categoria | No Comment7 gen
Due giorni fa, lo stesso giorno in cui la nostra parola faceva riferimento alla violenza, Condoleeza Rice, funzionaria del governo nordamericano, dichiarava che quello che sta succedendo a Gaza è colpa dei palestinesi, per la loro natura violenta. I fiumi sotterranei che percorrono il mondo possono cambiare geografia, ma intonano lo stesso canto. E quello che ora sentiamo è di guerra e di dolore. Non molto lontano da qui, in un luogo chiamato Gaza, in Palestina, in Medio Oriente, qui vicino, un esercito fortemente armato ed addestrato, quello del governo di Israele, continua la sua avanzata di morte e distruzione.
L’intervento di Antonio Pasini dell’Universita’ di Siena:
“Un po’ di considerazioni su questa cosa delle fondazioni. A prenderla cosi’ come appare, la si direbbe uno scherzo, una fandonia, oppure un’ idiozia. E fa meraviglia che da mesi tutto un paese ne ragioni come se potesse trattarsi di una cosa seria. Certamente le fondazioni non potranno essere il primo passo in un processo di privatizzazione dell’Universita’, semplicemente perche’ nel nostro paese un processo del genere non potra’ mai nemmeno avviarsi, salvo realizzazioni marginali, che pero’ gia’ sono in essere, e da molto tempo. Semmai, potranno costituire un ulteriore passo nella trasformazione di questo paese in un postaccio fondato sul potere e il mercimonio (quello politico, che e’ molto peggio di quello accademico). Mi spiego meglio. Una fondazione richiede uno o piu’ soggetti che la supportino finanziariamente. E quali sarebbero questi soggetti, nel nostro caso? Soggetti privati? No, non credo proprio che in Italia ci siano soggetti privati con spalle tanto larghe da caricarsi addosso un’ universita’ anche medio-piccola. Il bilancio di una universita’ media, tutto compreso, viaggia su cifre ad otto zeri (in euro).
Le scuole in lombardia non si chiudono!? Quindi?!
Posted on 2008 under Senza categoria | No Comment16 nov
Leggo continuamente sui vari giornali che le “scuole in lombardia non verrano chiuse”. Oltre al fatto che è tutto da dimostrare ed al fatto che è un palese tentativo di spezzare l’onda e farla frangere sugli aridi lidi dell’utilitarismo più spicciolo, mi ha fatto venire subito in mente le parole di Martin Niemoeller.
Prima vennero per gli ebrei e io non dissi nulla perché non ero ebreo.
Poi vennero per i comunisti e io non dissi nulla perché non ero comunista.
Poi vennero per i sindacalisti e io non dissi nulla perché non ero sindacalista.
Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa.
Questa invece viene da una fonte anonima, pubblicata su repubblica:
dissero che volevano licenziare tutti i precari… pensai, non mi interessa, sono di ruolo!
poi dissero che volevano ridurre l’orario della scuola d’infanzia e tornare alla maestra unica nella scuola elementare… pensai, non mi interessa, non ho figli!
poi dissero che volevano tagliare il 17% del personale a.t.a…. pensai, non mi interessa, sono docente!
Tana libera tutti per i macellai di Genova. Vergognatevi…
Posted on 2008 under Senza categoria | No Comment14 nov
Giovedì 13 novembre 2008 si è concluso l’ultimo dei tre grandi processi di primo grado per gli eventi legati alle proteste contro il G8 del luglio 2001 a Genova. Il processo a 29 funzionari di polizia per l’irruzione alla scuola Diaz che terminò con 93 persone arrestate illegalmente e 61 di queste ferite gravemente si è concluso con una sentenza esemplare: sedici assoluzioni e tredici condanne. Il tribunale ha deciso di condannare solo gli operativi e di assolvere a pieno titolo chi ha pianificato un’operazione vendicativa e meschina. Di assolvere le menti che per giustificare una carneficina hanno deciso
- di piazzare due bombe molotov recuperate nel pomeriggio tra gli oggetti rinvenuti,
- di mentire circa l’accoltellamento di un agente,
- di coprirsi l’uno con l’altro raccontando incredibili resistenze da parte degli occupanti della scuola e saccheggiando il media center che vi si trovava di fronte.
La ciliegina sulla torta del presidente Barone e delle sue due giudici a latere Maggio e Deloprete: alle vittime di quella notte va qualche spicciolo, tanto perché nessuno si lamenti di essere stato tagliato fuori da una immaginaria torta. Alla lettura della sentenza nessuno di noi si è meravigliato. Non siamo delusi, non siamo tristi, né pensiamo alcuno dovrebbe esserlo. Siamo solo furiosi.
da Wu-Ming: “Dieci giorni fa abbiamo ricevuto una e-mail da Mariastella Tremonti. Si trattava di un invito, da parte del laboratorio di autoformazione nato all’interno dell’Università di Bologna, occupata contro il decreto Gelmini.
Volevamo invitarvi qui a Lettere perché ci piacerebbe discutere con voi di saperi -nel senso più ampio e plurale del termine- come potenza conflittuale, e delle forme di lotta con cui metterli in campo nell’era della produzione “cognitiva”.
Sappiamo che per una precisa scelta non parlate a Bologna da anni, siamo un po’ presuntuosi e speriamo di indurvi a fare un’eccezione…per noi sarebbe veramente molto molto importante avere questa opportunità.
In realtà, era da qualche giorno che la cercavamo noi, un’opportunità del genere. Come cittadini e padri di bimbi e bimbe iscritti alle scuole materne, avevamo partecipato a feste, assemblee, notti bianche, fiaccolate… Quel che ancora ci mancava era il tempo e il luogo giusto per intervenire anche come narratori, per raccontare storie che non calassero dall’alto belle e finite, come proclami, ma pronte piuttosto a farsi levigare e trasportare dall’Onda, come un messaggio in bottiglia.
17esima condanna dell’ONU all’embargo Cubano. 185 voti favorevoli, 3 contrari
Posted on 2008 under Senza categoria | No Comment6 nov
Il blocco degli Stati Uniti contro Cuba è stato condannato con 185 voti a favore, tre contrari (Stati Uniti, Israele e Palau) e due astensioni ( Marchall e Micronesia).
“Sette su dieci cubani hanno trascorso tutta la vita sotto questa politica irrazionale e inutile, che tenta senza successo di mettere in ginocchio il nostro popolo. Il blocco è più vecchio di Barack Obama e di tutta la mia generazione”.
Cassazione annulla l’assoluzione dell’istigatore del rogo di Opera
Posted on 2008 under Senza categoria | No Comment5 nov
Vi ricordate del rogo di Opera? Era la vigilia di Natale del 2006 e un nutrito gruppo di cittadini operesi, guidato e incitato dal leghista Ettore Fusco e da altri esponenti della Lega e di An, aveva dato alle fiamme le tende della protezione civile, destinate ad ospitare fino a primavera le famiglie rom precedentemente sgomberati dalle baracche di via Ripamonti, nel comune di Milano. Le tende sarebbero poi state rimontate, ma l’assedio, con tanto di insulti e minacce quotidiane, continuò fino all’inizio di febbraio, quando i rom e la Casa della Carità gettarono la spugna e se ne andarono.
Opera fu una sconfitta per la democrazia e la decenza e una vittoria politica per le destre e gli xenofobi.
Barack Obama sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America ed io, cosa che non mi succedeva molto in questo periodo, sono ottimista.
Ah, Maurizio Gasparri perde un’altra occasione di starsene zitto.



