Sito e blog di Vittorio Valle alias KelBiont
Al Magnifico Rettore Alberto Castoldi

A tutti gli studenti, le studentesse e docenti dell’Università di Bergamo
Ai surfisti dell’onda

Nell’autunno del 2008 contestualmente alle mobilitazioni nazionali contro la riforma Gelmini e ai tagli all’istruzione della finanziaria di Tremonti, nell’Università di Bergamo è nata l’Assemblea degli Autoconvocati.

Noi studenti e studentesse dell’Università di Bergamo abbiamo scelto di mobilitarci, di opporci alle scelte del governo che vuole far pagare a noi la crisi di pochi, causata da teorie economiche fallimentari ad uso e consumo dei grandi speculatori. Un colpo mortale è stato così sferrato al sistema scolastico italiano.

In quei giorni d’ottobre sono state improvvisate riunioni ed assemblee nei corridoi della nostra Università. Attraverso volantinaggi, passaparola e la rete, abbiamo raggiunto e mobilitato diverse centinaia di studenti dell’ateneo. Siamo scesi in piazza al grido di “Noi la crisi non la paghiamo”; una crisi che intendiamo non solo come problema di ordine economico, ma anche culturale, così come rivela l’aumento dei sentimenti di intolleranza e paura nei confronti delle diversità. Abbiamo perciò scelto di dedicarci non solo a iniziative di piazza, ma di aprire delle riflessioni all’interno dell’ateneo. E’ nata così la settimana autoconvocata, svoltasi nell’aula 2 di S. Agostino nel mese di novembre; un momento di dibattiti e lezioni altre dalla routine universitaria, che hanno coinvolto in una settimana circa 300 studenti, approfondimenti curati e gestiti da noi e da docenti che con la loro disponibilità hanno dimostrato una vicinanza alla lotta con la riforma Gelmini ed un riconoscimento nei nostri confronti.

Con il passare del tempo si è fatta così più palese la necessità di avere uno spazio fisso, un luogo di incontro per coordinare le iniziative, che a quel punto non erano solo momenti di ribellismo studentesco, ma eventi culturali aggregativi, che sono continuati per tutto il mese di novembre e dicembre. Abbiamo quindi optato, nella certezza di poter essere un valore aggiunto per altri studenti, di chiedere uno spazio. La direzione amministrativa con il benestare del Rettore ci ha così permesso l’utilizzo dell’aula 28/bis che fino ad oggi è il punto di incontro dell’Assemblea degli Autoconvocati e che nelle nostre intenzioni dovrebbe essere punto d’incontro nei mesi futuri.

Purtroppo però, qualcuno pensa che quello spazio, l’Aula 28/bis, non sia per noi, o meglio per tutti noi studenti che crediamo di poter mettere in relazione la nostra voglia di partecipare e creare, ma al contrario sia uno luogo esclusivo per le rappresentanze studentesche. Infatti, nostro malgrado siamo a conoscenza della richiesta dei neoeletti rappresentanti, accordata dall’amministrazione, di negarci l’accesso all’aula e trasformarla in un luogo ad uso esclusivo delle rappresentanze studentesche. Cosa dovremmo dire di fronte a questa prevaricazione nei nostri confronti? Un’altra vittoria del burocraticismo che ci considera pretestuosamente un’entità di serie B perché informale?

Sappiamo invece che il nostro essere una struttura informale, aperta, permeabile, ci fa essere un’entità di serie A. Perché è così che noi pensiamo la politica, un insieme di pensieri non di burocrazie. Pensieri con percorsi diversi che si intrecciano in un luogo importante come l’Università; pensieri che si incontrano nell’informalità, perché è lì che si ha la partecipazione vera di tutti. Al contrario l’istituzione ci dimostra ancora una volta di non cogliere questa ricchezza, riconoscendo solo il “grigiume” di una piccola casta che cerca spazi per autocelebrarsi.

Auspichiamo che chi leggerà queste righe sappia capire il nostro senso di rabbia nei confronti di questa scelta. Una decisione presa da un’istituzione, quale è l’Università, che dovrebbe essere modello all’interno della società e quindi punta avanzata, in questo momento di crisi, di un nuovo modo di intendere la società; più aperta, più partecipativa e meno burocratica e schiava delle dinamiche di potere, che attraverso la negazione di questo spazio vediamo riprodotte in piccolo.

Auspichiamo altresì di raccogliere la solidarietà più larga possibile di studenti docenti e altre forze al di fuori dell’università che hanno camminato con noi in questi mesi.

Infine chiediamo al più presto al Rettore un incontro per trovare una soluzione a questa spiacevole situazione che non rende onore a nessuno.

ASSEMBLEA DEGLI STUDENTI AUTOCONVOCATI DELL’UNIVERSITA’ DI BERGAMO

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